La scorsa volta abbiamo parlato di umidità in casa, e nello specifico di umidità da condensazione. Questa precisazione è d’obbligo, in quanto esistono altri tipi di umidità che si possono riscontrare all’interno di un’abitazione, ed è importante saperli riconoscere per individuare il giusto intervento da fare. Infatti, interventi che possono risolvere il problema in un caso, lo accentuano nell’altro.

L’umidità in casa può manifestarsi sotto tre forme differenti:

  • umidità da condensazione
  • umidità da risalita capillare
  • umidità da infiltrazioni per perdite dell’impianto

Tips & Tricks

Come riconoscere le diverse tipologie di umidità:

L’umidità che si crea per condensazione sugli elementi costruttivi o sulle finestre, ha caratteristiche di stagionalità, quindi si presenta ogni anno nello stesso periodo. Si trova a qualsiasi altezza e si concentra negli angoli e nelle zone poco ventilate, principalmente all’interno del fabbricato e spesso sui soffitti.

Se l’umidità condensa su superfici impermeabili, queste risultano bagnate; se condensa su superfici permeabili, queste risultano macchiate. Si manifesta sotto forma di macchie discontinue ed eventuali puntinature, segnali di presenza di muffa. Una corretta ventilazione è un’ottima tecnica per prevenire, e spesso risolvere, il problema.

L’umidità da risalita capillare, si genera a causa di un fenomeno fisico per il quale la capacità di adesione superficiale a condotti capillari, supera la forza di gravità. Più piccoli sono i condotti capillari, maggiore è l’altezza alla quale l’acqua può arrivare. Si riscontra nelle abitazioni con fondazioni non isolate, in edifici le cui pareti sono realizzate a diretto contatto col terreno (spesso su edifici storici in muratura).

Questo fenomeno si presenta indipendentemente dalla stagione; investe tutto lo spessore del muro quindi è visibile sia all’esterno che all’interno; all’aumentare dello spessore del muro aumenta il fenomeno, che può arrivare ad altezze rilevanti (anche se generalmente interessa i primi cinquanta centimetri) andando ad aumentare nel tempo. Le pareti esposte a Nord subiscono una risalita maggiore poiché sono soggette a maggiore umidità. Il fenomeno risulta visibile nelle pareti, grazie ad una linea pressoché continua di umidità, ad altezza costante; possono manifestarsi anche macchie di efflorescenza (deposito di sali), sfarinamento o distacco dell’intonaco.

Attenzione! 

Quanto più si fa evaporare l’umidità presente all’interno della parete, tanto più aumenta il fenomeno. L’acqua che risale dal terreno è infatti ricca di sali. Facendo evaporare l’acqua presente all’interno delle murature si risolve il fenomeno solo in maniera temporanea: ad un aumento di umidità del terreno, l’acqua comincerà nuovamente a risalire i capillari raggiungendo però altezze superiori rispetto alle precedenti; i capillari saranno infatti ora di sezione minore poiché in parte otturati dai sali che si sono depositati in precedenza.

Per questo motivo è importante individuare, grazie all’aiuto di tecnici esperti, le cause della presenza di umidità in casa. L’intervento che può essere risolutivo nel caso di umidità da condensazione diventa estremamente dannoso nel caso di umidità da risalita.

Infine, per quanto riguarda le infiltrazioni dovute ad un guasto degli impianti si possono riscontrare due casi differenti: predite di carico o di scarico.

Nel primo caso la presenza di umidità è abbondante, chiara e può gocciare o anche allagare; nel secondo caso non goccia ed è intermittente, scura e maleodorante.

Approfondimento

Soluzioni ai problemi di umidità in casa:

 Umidità da condensazione: ventilare e diminuire la differenza di temperatura tra interno ed esterno.

In estate, una della cause di formazione di condensa superficiale è data dall’utilizzo del condizionatore a temperatura troppo bassa. Il giusto rapporto tra temperatura e umidità nel periodo estivo è dai 24°C  ai 26°C per un’umidità relativa dal 40% al 60%.

In inverno, se è vero che aumentando la temperatura interna aumenta la capacità dell’aria di immagazzinare vapore acqueo, è anche vero che bruschi abbassamenti di temperatura generano le condizioni favorevoli per la produzione di condensa. Il giusto rapporto tra temperatura e umidità nel periodo invernale è dai 18°C ai 22°C per un’umidità relativa dal 40% al 60%.

 Umidità da risalita capillare: si tratta di interventi, spesso invasivi, che consistono nel creare barriere di tipo chimico (iniezioni di sostanze specifiche, utilizzo di intonaci traspiranti, ecc.), nel creare barriere di tipo fisico (taglio nella muratura, impacchi estrattori di sali, ecc.), nell’utilizzo di elettrosmosi. Sono tutti interventi che presentano sia vantaggi che svantaggi. E’ importante, dunque, che sia un tecnico a valutare caso per caso quale sia il più adatto.

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